MILLE VITE IN UNA

MILLE VITE IN UNA

UNA VITA IN ESPLORAZIONE CONTINUA

Ho vissuto e continuo a vivere mille vite in una sola vita. Continuamente curioso di conoscere tutto ciò che esiste oltre a quello che i miei occhi vedono e di comprendere tutto ciò che la mia immaginazione crea.

Consapevole che esiste qualcosa ‘’oltre’’ che non si può spiegare ma solo vivere continuamente, senza soste e senza fine. Sono dipendente da quello che viene definito non scientifico e quindi tutto da dimostrare. L’Energia pura della Natura per continuare a renderla eterna.

Perchè è così che sono convinto di essere, una composizione di miliardi di Soli che generano vibrazioni comunicando tra di loro e in continua trasformazione. 

Senza inizio e senza fine, creazioni visionarie da essere impossibili da realizzare, perchè non hanno bisogno di tecnologia ma solo di passione. Una passione che si trasforma, grazie all’Amore per la vita, in una frequenza così silenziosa e intensa allo stesso tempo, da scardinare tutti i limiti e le incertezze di questa nostra mente ormai corrosa dalla uniformità di pensieri capaci di creare azioni che costruiscono solo agio e quindi debolezza. Quella debolezza che spegne l’anima, quindi, il significato unico che rende la vita meritevole di essere vissuta anche se solo durasse un battito di ciglia o un solo respiro.

Empty quarter

La Calderan Line

IMPRESE e ESPLORAZIONI

ESPLORAZIONI, IMPRESE, EVENTI E TEST, REALIZZATI COME PREPARAZIONE PER L’EMPTY QUARTER

Ogni esplorazione, impresa o test compiuti in un arco di tempo che va dal 2006 al 2020 sono stati realizzarti come tappe della preparazione specifica per il Rub Al Khali. Allenamenti folli e visionari affinando anno dopo anno le tecniche e il metodo che avevo creato 30 anni prima e che amplificava il concetto di privazione e sfinimento fisico fino a renderlo fonte di energia illimitata dalla quale attingere risorse per un miglioramento continuo.

Descrivo solo i più importanti. Ognuno racchiude un significato che per me è stato importante anche  come evoluzione e riflessione personale.

ARABIA SAUDITA | 2020 - Febbraio

Empty Quarter, Rub Al Khali

” Il 2 Febbraio 2020 viene scritta una nuova pagina della Storia delle esplorazioni. Un uomo ha attraversato, in solitaria, i 1.200km di sabbia imbattuta, mai solcata a piedi o con qualunque mezzo animale o meccanico da nessuno prima di lui.

Un luogo avvolto dal mistero, dalla leggenda e da segreti mai svelati. 
Il deserto di sabbia più grande al mondo, il Rub Al Khali (Empty Quarter), talmente grande da poter contenere Francia, Belgio e Olanda tutti insieme”.

Senza volerlo mi ritrovo ad essere tra i più grandi esploratori italiani viventi e ad entrare nella Storia delle Esplorazioni.
Ho creato la Calderan Line che viene aggiunta nelle cartine geografiche della Penisola Araba e ufficializzato da Google Maps come ‘’Historical Landmark’’ e che viene aggiunta nelle cartine geografiche della Penisola Araba.
Un paesaggio di dune infinite in continua evoluzione reso famoso dalle spedizioni intraprese tra gli anni ’30 e ’50 da Bertram Thomas, Wilfred Thesiger.

Sono diventato l’ultimo uomo ad unirsi a quel famoso gruppo, aprendo l’ultima via, ritenuta impossibile, la direttissima, al centro del Rub Al Khali, da Ovest a Est.
Questa linea, la Calderan Line, racchiude non solo l’impresa ma anche una filosofia di vita, il punto di incontro tra gli estremi dei vari ambiti della conoscenza umana, sia scientifica che istintiva e primitiva, sia materiale che spirituale. La via di mezzo. Il buon senso che non nega gli estremi ma che da essi ne trae indicazioni e informazioni per generare strumenti utili fruibili da chiunque in un viaggio comune nella direzione della salvaguardia di noi stessi e del pianeta che ci ospita da millenni

ABU DHABI | 2016 - Dicembre

La Duna Moreeb

La più alta e conosciuta duna degli Emirati Arabi con i suoi 300 mt di altezza, presenta uno ‘scivolo’ con pendenza a 50 gradi.

Conosciuta come la ‘’duna che incute paura’’ è un vero e proprio muro di sabbia che a guardarlo dal basso impressiona.

Utilizzata ai giorni nostri per gare di salite con auto e moto  modificate che cercano di raggiungere la cima senza capovolgersi e scivolare verso il basso.

In onore della 45ma festa nazionale degli Emirati, ho effettuato senza soste 45 salite e 45 discese non stop su sabbia molto soffice. 

Tempo totale impiegato 22 ore e 20 minuti durante i quali ho effettuato 13,500 metri di dislivello in salita (altrettanto in discesa).

Per avere un confronto, il Monte Everest, la montagna più alta del mondo, è alta 8.848 metri.

Questa impresa mi è servita per capire come avrei affrontato gli ultimi 200km in Rub Al Khali nel 2020 dove la qualità della sabbie e le centinaia di salite e discese affrontate presentavo aspetti simili alla Moreeb Dune.

La ripetizione maniacale del gesto effettuata per molte ore senza soste ha l’obiettivo di raggiungere la perfezione assoluta nella sua relatività, ossia, la perfezione di sapersi adattare automaticamente ai cambiamenti dei fattori esterni al gesto originario, apparentemente semplice, come salire una duna di sabbia.

EMIRATI ARABI UNITI | 2016 Luglio

RunMadan

Evento per sensibilizzare le attività della Al Jalila Foundation, un’organizzazione filantropica dedicata alla salute fondata dal Principe di Dubai lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum.

Ho percorso 150km non stop in 28 ore, in piena estate, a digiuno di acqua e cibo, durante il Ramadan arabo, partendo dalla Moschea Bianca (Shaikh Zayed) di Abu Dhabi fino alla Moschea Jumeirah di Dubai. Il percorso non era in ambiente desertico ma costeggiava la strada principale di collegamento tra le due città.

Ho sempre creduto che allenarmi senza acqua e senza cibo non è poi più difficile che starsene chiusi un’ora in palestra a sudare sopra un tapis roulant o sollevando pesi.
In privazione emergono vari pensieri e uno ricorrente è sempre stato ”perchè riesco a fare qualcosa che nessun altro uomo al mondo e’ capace di fare? E’ una questione di corpo, di mente o di anima? O semplicemente sono un pazzo incosciente a cui va sempre tutto bene perche’ sono protetto da un angelo custode?”
Non l’ho mai saputo, so solo che mi sono massacrato all’inverosimile con allenamenti che definire ”da patologia psichiatrica” è dire poco.

Nel calendario islamico, il Ramadan(in arabo رمضان‎) è il nono mese dell’anno, di 29 o 30 giorni; in base all’osservazione della luna crescente.

Secondo la pratica islamica, il Ramadan è il mese in cui si pratica il digiuno (Sawm), in commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto («Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza».

Considerato che il calendario islamico è di tipo lunare, ovvero si basa su cicli di mesi sinodici o lunari, detti anche “lunazioni”, ne deriva che ogni mese lunare islamico viene identificato con la prima falce visibile in cielo di luna crescente e inizia quindi con una data di calendario sempre diversa; perciò anche la data del nono mese di tale calendario cambia ogni anno.

EMIRATI ARABI UNITI | 2017 - Giugno

THE FASTING RUN

Ramadan 2017 estate a Dubai con circa 50 gradi.
15 ore e 78 chilometri a digiuno totale di acqua e cibo.
Mi invento la prima ”gara” a digiuno, dall’alba al tramonto, in cui non può nè bere, nè mangiare, come facevano in tempi passati i beduini in deserto.
L”obiettivo è solo ispirazionale verso l’abbattimento dei cosidetti limiti e di come possiamo scoprirli in modo molto semplice: in privazione.


Il concetto di fondo è il focus dell’importanza del cibo e dell’acqua e sulla necessità di fare esercizio durante il mese sacro del Ramadan correndo e camminando quanti più chilometri possibile, nelle ore tra Suhoor e Iftar, il tutto a digiuno.


Il ”viaggio” – iniziato alle 3:56 è terminato alle 19:07 .
Dopo 15 ore e 78 chilometri arrivoai laghi di Al Qudra da dove ero partito. 

La RunMadan (connubio tra la corsa e il Ramadan), nei miei progetti la volevo sviluppare come una vera competizione con se stessi, aperta al pubblico, non competitiva,  e portatrice di un vero messaggio di ritorno alle Origini della persona.


Capire il vero valore di quanta consapevolezza abbiamo del proprio corpo, delle proprie sensazioni, emozioni e di quanta reale percezione abbiamo di quel limite oltre il quale sai che non puoi andare, pena conseguenze tragiche o quantomeno molto pericolose.

In pratica, la volevo così una vera ”gara” al quale far partecipare tutti quelli che si sentissero pronti a  non barare a se stessi e a non raccontarsi fantasie legate a totali convinzioni basate sull’autocompiacimento.


Quanti km posso correre o camminare senza bere, senza mangiare e soprattutto, senza nessuna assistenza medica?
Dalla partenza in poi, questo poi, tradotto in kilometri e metri, quanto potrebbero essere? 10? 30? 100?


Magari mi fermo prima anche se sento che potrei continuare ma… se mi sentissi male , nessuno mi potrebbe aiutare.


Quindi, fino a dove posso spingermi?
Personalmente non ho mai fatto questi pensieri.

Partivo per ogni esplorazione pronto a spingere fino all’ultima goccia di vita e anche quando è successo che pisciavo gocce di sangue puro, totalmente disidratato e senza più acqua, spingevo ancora di più, perchè l’ultimo respiro lo volevo fare mentre camminavo e con gli occhi che si riempivano di deserto pronto ad accogliermi ad una nuova rinascita.

 
 
 
 
 

EMIRATI ARABI UNITI | 2016 - Marzo

Tropico del Cancro

Partito dal confine saudita sono al confine con l’Oman dopo 365 km percorsi in 128 ore. L’ho definita la più dura mai effettuata fino a quel momento.

Il Tropico del Cancro è il cerchio di latitudine più settentrionale della Terra in cui il Sole può apparire direttamente sopra la testa al suo culmine. Avevo già percorso la sua linea in Oman 9 anni prima.
La mia vita personale era molto impegnativa in quel periodo, stavo per soccombere agli eventi di un destino che cominciava a lavorarmi dentro.

Sono partito come se dovessi assumere un farmaco salvavita consapevole degli eventuali effetti collaterali. Il farmaco ‘’deserto’’ alla fine ha funzionato, e ha funzionato molto bene.

Il Tropico del Cancro deve il suo nome al fatto che in passato il Sole, nel solstizio d’estate, si trovava nella costellazione del Cancro; questo oggi non è più vero, a causa del fenomeno della precessione degli equinozi, ma il nome resta inalterato.

Dal punto di vista astrologico, nello stesso giorno il Sole fa ingresso nel segno zodiacale del Cancro: per definizione, infatti, l’arco del quarto segno ha come punto d’inizio il punto in cui si trova il Sole nel solstizio d’estate.

Benché la posizione dei tropici si consideri spesso come fissata, la distanza dall’equatore varia leggermente nel tempo, a causa degli spostamenti dell’asse di rotazione terrestre. Nel 2014 il tropico del Cancro è situato a 23° 26′ 14,675″ a nord dell’equatore, in avvicinamento all’equatore di qualche frazione di secondo di latitudine ogni anno.

ITALIA | 2013 Giugno

Up & Down, Charity Event

24 ore non stop salendo e scendendo da una rampa di 14 scalini.

77.280 scalini totali. Evento finalizzato alla raccolta di fondi da devolvere in beneficenza a supporto di terapie per un ragazzo affetto da una rara malattia.

Ricordo la surreale situazione vissuta quando di notte si avvicinavano ragazzi ubriachi che uscivano da qualche locale che si fermavano a guardare e in qualche caso per fare dei complimenti in altri casi per urlare insultandomi senza ragione.

Era presente un ragazzo della security che aveva il compito di vigilare durante la notte mentre continuavo nelle mie salite e discese.

Nella mia vita ho sempre cercato di aiutare qualcuno, nel senso vero, quello che lo fai senza aspettarti nulla in cambio.

Quando prendo un treno alla mattina presto , prendo un latte caldo e una brioche e la porto a un senzatetto che ha dormito tutta la notte  sotto i cartoni e steso sul paviemto.

Un sorriso e un grazie è ampiamente sufficiente per regalarmi una bella giornata.

ARABIA SAUDITA | 2012 Dicembre

Empty Quarter

Primo tentativo non ufficiale di attraversare l’Empty Quarter. Arrivato a Najran con il mio amico saudita Jamil, esperto di Rub Al Khali, veniamo bloccati dai militari di confine per la pericolosità della zona (guerra Yemen).

Le avverse condizioni atmosferiche e la mancanza di permessi speciali fanno posticipare il tentativo. Il programma prevedeva di ingaggiare altre 3 auto con autisti sauditi residenti in Najran e di tentare un attraversamento con previsione di via di fuga a Nord.

Durante quella settimana ho parlato con molti beduini e ottenute molte informazioni. Con il senno di poi è stato un bene non tentarlo, non partire. Sarebbe stato un fallimento, ero ancora troppo acerbo e troppo ‘’fisico’’ come approccio, avevo fretta di farlo senza considerare la conseguenze di eventuali imprevisti.

Gli incontri fatti confermano che per la letteratura araba il Rub Al Khali  è una leggenda vera e propria. Noi sappiamo che la poesia araba è nata in forma di lunghi poemi tramandati oralmente prima dell’avvento dell’Islam. Successivamente, con la scrittura, divennero una specie di epopea popolare che, tra le altre narrazioni, contiene anche quella nella quale il protagonista cerca di attraversare il Rub Al Khali per recuperare la dote per la sua futura sposa: la traversata, però, diventa un’impresa sovrumana, praticamente impossibile. Addirittura i suoi compagni muoiono tutti e lui rimane solo e imprigionato nelle sabbie mobili. Alla fine soltanto grazie alla sua bravura e al suo eroismo, il suo corpo quasi divino riesce a superare questa difficile prova.

Ci sono anche tanti altri racconti in cui si parla di persone scomparse. Per i beduini, la traversata del Quarto Vuoto è una impresa senza ritorno. Per questo motivo, cercano di girarci intorno senza avventurarsi all’interno.

A malincuore e per fortuna ho deciso di posticipare,

EGITTO | 2012 Agosto

SINAI Coast to Coast

250km 48ore non stop. 

L’impresa è stata sostenuta dall’emittente Al Jazeera per produrre il documentario Son of the Desert (Il Figlio del Deserto), in cui ho incontrato i beduini del deserto durante il periodo del Ramadan, digiunando come loro, dall’alba al tramonto e raccogliendo testimonianze della loro vita. Molti di loro non hanno mai visto il mare e non sanno cosa sia la neve.

Al mio fianco l’amico di sangue Sheikh Ahmed Abu Rashid Al Jibali, consigliere del monastero di Santa Caterina per gli Affari delle tribù del Sinai.

La riflessione che mi accompagnava era legata al Grande Inganno, la truffa più colossale mai orchestrata che ci vede tutti coinvolti e che continua a perpetrarsi silente, subdolamente incuneatasi così profondamente nei nostri cervelli da essersi fusa con il nostro dna, dando origine a ibridi pensieri, ibride azioni, ibridi figli, sovvertendo completamente le leggi di Dio o, per chi non crede, sovvertendo le leggi di un’origine che, comunque la vogliate girare, è comune a tutti. Pochi se ne accorgono, ancora meno lo comprendono. 

Il Grande Inganno è rappresentato da noi stessi quando, non consapevoli, continuiamo ad agire convinti di essere liberi portando avanti battaglie che facciamo nostre solo perché lette o sostenute da qualcuno. E allora tutti contro il sistema. Quale? Le multinazionali. Quali? La più importante ed influente multinazionale per quanto mi riguarda è rappresentata da me stesso, come persona, come uomo, essere umano. Ecco allora che l’arma dell’Amore non serve per andare contro qualcuno o qualcosa ma serve per accompagnare qualcuno verso un percorso di consapevolezza, ignorando completamente il Grande Inganno costruito dentro di noi, che trae nutrimento proprio dalla nostra attenzione proiettata all’esterno di noi stessi.

 

 

ABU DHABI | Agosto 2011

LIWA OASIS The Crazy Training

100km in 23ore in totale assenza di acqua, cibo e sonno. Temperatura aria fino a +59C    Temperatura sabbia fino a +74C.
Ho cominciato con questo test che definivo ‘’folle, ma possibile’’, una serie di attività continue e di maggiore intensità, tutte rivolte alla privazione, arrivando a rendere come allenamento di routine il collegamento di due punti estremi della oasi di Liwa (100km di distanza in linea retta su sabbia e dune dell’Empty Quarter) percorrendoli in qualunque stagione (estiva o invernale) senza utilizzo di zaino, telefoni, acqua, cibo.Mi sono posto sovente la domanda di come mi dovessi allenare non solo per esplorare un deserto ma anche per la vita che svolgevo. Esisteva un percorso con punti di incontro comuni dove correre sulla sabbia soffice era come sputare sangue per raggiungere un budget aziendale in mezzo a serpenti chiamati concorrenza, colleghi spregiudicati e falsi amici. Per mia scelta mi sono sempre allenato e ho sempre lavorato per il piacere di farlo. La conseguenza è stata raggiungere dei risultati molto gratificanti. L’obiettivo non era attraversare un deserto o avere una certa somma di denaro, questi sono stati la conseguenza.
Se compiamo un gesto, qualunque esso sia, e da questo non attendiamo nulla in cambio, abbiamo raggiunto una meta importante: agire per il piacere di farlo, agire senza costrizioni, agire senza un perché apparente lasciando che a guidarci sia l’inconscio, in poche parole stiamo agendo da persone libere.

EGITTO | Dicembre 2010

SINAI Sulle tracce di Mosè

148km 23h 50minuti

Esplorazione che ha ripercorso una delle probabili tracce del profeta Mosè dopo la sua fuga dall’Egitto. Idealmente ho seguito il medesimo itinerario come quello che venne indicato da Dio a Mosè che lo portò alle pendici del Monte Sinai. Le informazioni su alcuni tratti del percorso le ho prese confrontandomi con molti beduini locali.

DA TOGLIERE

148km 23h 50minuti

Esplorazione che ha ripercorso una delle probabili tracce del profeta Mosè dopo la sua fuga dall’Egitto. Idealmente ho seguito il medesimo itinerario come quello che venne indicato da Dio a Mosè che lo portò alle pendici del Monte Sinai. Le informazioni su alcuni tratti del percorso le ho prese confrontandomi con molti beduini locali.

148km 23h 50minuti

Esplorazione che ha ripercorso una delle probabili tracce del profeta Mosè dopo la sua fuga dall’Egitto. Idealmente ho seguito il medesimo itinerario come quello che venne indicato da Dio a Mosè che lo portò alle pendici del Monte Sinai. Le informazioni su alcuni tratti del percorso le ho prese confrontandomi con molti beduini locali.

EGITTO | Agosto 2010

SINAI Tih Plateau

154km 25h 10min

La guerra dei sei giorni (5-10 giugno 1967) fu un conflitto combattuto tra Israele da una parte ed Egitto, Siria e Giordania dall’altra, all’interno dei conflitti arabo-israeliani e che si tramutò in una rapida e totale vittoria israeliana. Al termine del conflitto Israele aveva conquistato la penisola del Sinai. Nel Tih Plateau è possibile trovare ancora bossoli e oggetti della guerra lampo. Curiosamente gli Israeliani utilizzarono come gps degli strumenti speciali non disponibili in commercio e super affidabili: i beduini del Tih i quali non sapevano della guerra in corso.

Ho tracciato una linea retta partendo da Sud da dove terminano le montagne fino ad arrivare alla strada che collega Aqaba con Suez. Esplorazione con molte difficoltà tecniche dovute a rocce, gole nascoste da superare. Penso che Mosè abbia in passato utilizzato questa zona del Sinai per nascondere e proteggere al meglio il suo popolo.

DA TOGLIERE

154km 25h 10min

La guerra dei sei giorni (5-10 giugno 1967) fu un conflitto combattuto tra Israele da una parte ed Egitto, Siria e Giordania dall’altra, all’interno dei conflitti arabo-israeliani e che si tramutò in una rapida e totale vittoria israeliana. Al termine del conflitto Israele aveva conquistato la penisola del Sinai. Nel Tih Plateau è possibile trovare ancora bossoli e oggetti della guerra lampo. Curiosamente gli Israeliani utilizzarono come gps degli strumenti speciali non disponibili in commercio e super affidabili: i beduini del Tih i quali non sapevano della guerra in corso.

Ho tracciato una linea retta partendo da Sud da dove terminano le montagne fino ad arrivare alla strada che collega Aqaba con Suez. Esplorazione con molte difficoltà tecniche dovute a rocce, gole nascoste da superare. Penso che Mosè abbia in passato utilizzato questa zona del Sinai per nascondere e proteggere al meglio il suo popolo.

YEMEN | Agosto 209

Sab'atayn Desert

400km . Tentativo cancellato il giorno della partenza dalla capitale Sana’a per motivi di sicurezza.

Il Sab’atayn è una regione desertica che si estende fino al confine del Rub Al Khali.

A seguito del precipitare degli eventi nel Paese e del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza dovuta alla guerra lo staff diplomatico di molte ambasciate aveva lasciato il Paese. Il giorno prima in cui sarei dovuto partire dall’albergo nella capitale verso il Sab’atain era giunta la confusa notizia dell’arresto/uccisione di almeno 18 terroristi di Al Qaeda che avevano presumibilmente un campo di addestramento ai margini del Sab’atain. Il Ministro degli Interni yemenita mi chiamò personalmente per darmi la notizia e sapendo che un po’ pazzerello lo ero in quel periodo, mi mise accanto due poliziotti con il compito preciso di non farmi uscire dall’albergo per timore che comunque sarei andato in Sab’atain con il  mio amico yemenita Sharif e da laggiù in qualche modo cominciare la mia esplorazione. Un periodo intenso. Lo stessa volo con Yemenia Airlines è stato preso successivamente a un disastro aereo della stessa compagnia il cui volo diretto verso le isole Comore portò alla morte di 153 passeggeri. Si pensava ad un attentato, si pensava ad un guasto, comunque guasto o attentato era un periodo storico di grande apprensione per chi si doveva muovere nello Yemen.

Ancora oggi l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Infanzia ha espresso preoccupazione per l’impatto economico della crisi soprattutto sulle donne e sui bambini, sulla loro condizione nutrizionale e

sull’istruzione. I bambini sono i più colpiti dalla crisi nel Paese: milioni di loro soffrono di malnutrizione, non frequentano più le lezioni, talvolta vengono impiegati nei combattimenti.

PALESTINE | Maggio 2009

SINAI Run for Love

105km + 210km  

Partito da Ramallah (Cisgiordania) contavo di percorrere 540 km fino al Monte Sinai. La mia missione si è fermata al valico di Erez, tra Gaza e Israele. I militari israelian non mi hanno permesso di entrare nella Striscia di Gaza dove ad attendermi c’erano i bambini della Striscia che dovevano percorrere con me una ‘’maratona’’ simbolica in segno di distensione tra le parti arabo-israeliane portando il messaggio di tenere fuori dal conflitto i bambini. Avevo pieno supporto sia dal comitato sportivo palestinese che dal Ministero dello Sport israeliano, ma qualcosa si inceppò. 

Dentro la Striscia il Direttore dell’UNRWA mi attendeva con auto e supporto logistico. 

L’UNRWA è L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente è un’agenzia di soccorso, sviluppo, istruzione, assistenza sanitaria, servizi sociali e aiuti di emergenza ed è dedicata solo ad aiutare i rifugiati provenienti da una regione o conflitto specifico. È separata dall’ UNHCR, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, che è l’unica altra agenzia delle Nazioni Unite dedita ad aiutare i rifugiati e si occupa di tutti gli altri rifugiati nel mondo.

Era un periodo di grandi sogni, volevo e cercavo una soluzione ai conflitti del Medio Oriente e potevo solo utilizzare le mie gambe come strumento per aprirsi ad un dialogo reciproco senza contaminazioni politiche o ideologiche.

Invece, con molta a marezza e delusione sono stato accolto dai mitra dei militari puntati nella mia direzione pronti a sparare.

Dopo i primi 105 km sono dovuto salire in auto e raggiunger l’Egitto da cui ho continuato la mia missione fino al Monte Sinai per altri 210 km.

Mi ero ripromesso di tornarci con spirito rinnovato ma gli eventi della vita mi hanno portato altrove. Sempre in Medio Oriente.

OMAN | Agosto 2008

La X della Wahiba Sands

360km  (160+200 ) 75ore totali.
Temperatura +54C


Le avevo attraversate nel 2007 in estate.

Volevo fare una ‘’doppietta’’ Nord-Sud / Est-Ovest con un breve spostamento in auto.

Completata la prima parte da 160km successe l’imprevisto, perché il team che mi accompagnava, all’epoca un’agenzia gestita da un sud africano di origini anglosassoni, si rifiutava di continuare per accompagnarmi nei rimanenti 200km per il rischio elevatissimo di entrare nuovamente tra le dune delle Wahiba con temperature e difficoltà tecniche estreme.

Fu una gestione complicata da gestire (permessi nuovi da richiedere, reclutare altre persone, un medico che non voleva continuare)  che alla fine trovò la soluzione per completare quanto iniziato, assumendomi la piena e totale responsabilità di quanto sarebbe potuto accader da quel punto in avanti.

Fu la prima volta che compresi che per il mio Rub Al Khali non avevo bisogno di agenzie di esperti guidatori o esperti accompagnatori.

Avevo necessità di animali da deserto, di bestie come me che se non mollano mai fino alla fine.

OMAN | Agosto 2007

Wahiba (Sharqiya) Sands

La prima esplorazione in estate – 198km 4905min +58C
Avevo studiato molto bene i meccanismi della disidratazione e più o meno tutti i testi ufficiali riportano che in un deserto, in estate, di giorno, sotto il sole, si possono perdere fino a 1.5 litri di acqua l’ora. Immaginavo quanta acqua potevo perdere esplorando e sotto sforzo continuo salendo dune infuocate affrontando un deserto in pieno agosto. In teoria perdendo circa il 10% del proprio peso in acqua, si potrebbe morire per disidratazione, e sinceramente questa percentuale del 10% non me la sono mai sentita esatta per me. Sapevo che un atleta professionista di sport di resistenza (quindi che non possiede elevata massa muscolare, come avviene invece in atleti di sport di potenza) ha una resistenza alla disidratazione maggiore rispetto ad un individuo sedentario e ad un atleta di sport di potenza ma nessuno studio era mai stato fatto prendendo un gruppo di esploratori che scegliessero di effettuare un’impresa in estate. Alla fine ero l’unico e il primo al mondo a testare la resistenza al caldo estremo con rischio di disidratazione trovandomi da solo tra le sabbie.
Rispetto ad altri deserti le Sharqiya Sands nascondono ancora oggi piccole abitazioni di beduini, accampamenti, recinti con capre e cammelli. Negli ultimi anni è diventato molto inquinato soprattutto nei primi kilometri e nei paraggi della pista fuoristrada utilizzata all’inizio dai soli beduini. Cumuli di immondizia, resti di tende, sedie di plastica rotte, scatolame tutto gettato come se le Wahiba fosse un Oceano dove gettare di tutto.

OMAN | Dicembre 2007

Tropico del Cancro

437 km 90ore e 20 min

Mi aveva sempre attratto il Tropico del Cancro, sarà perché sono nato il 1 Luglio ed è il mio segno zodiacale. Avevo approfondito negli anni la parte esoterica e la simbologia attribuita al Tropico del Cancro e come seconda impresa aveva già in sé tutte le caratteristiche della esplorazione vera. 

La costellazione del Cancro, viene caratterizzata dalla presenza di una serie di stelle che sono poco luminosi e che quindi sono molto difficili da individuare ad occhio nudo un po’ come lo sono io in un deserto.

Queste stelle sono facilmente individuabili solo quando avviene la precessione degli equinozi e nella mitologia si narra che solo grazie ad Ercole la costellazione ebbe la possibilità formarsi.

Trascorsi il capodanno 2007 da solo in deserto lontano da tutti. Lessi solo dopo qualche mese un libro di Henry Miller  ‘’Tropico del Cancro’’ e mi rimase impressa questa frase:

 Le idee debbono sposarsi all’azione (…). Le idee non possono esistere da sole nel vuoto del pensiero.

QATAR | Dicembre 2006

La Diagonale

38ore 5min
La prima impresa in esplorazione.

Dopo aver partecipato a qualche gara organizzata in deserto (gare vere e proprie con classifiche, tempi e premi) per comprendere quali fossero le necessità organizzative di base da dover poi modificare per una impresa solitaria, ho deciso di affrontare in stile ‘’esplorativo’’ il deserto del Qatar o meglio di attraversare l’intera penisola qatarina seguendone la diagonale più lunga dal confine con l’Arabia Saudita fino alla punta estrema che si affaccia sul Golfo Persico. Lo ritenevo un giusto compromesso tra rischio e beneficio avendo un’estensione di soli 160 km da Nord a Sud e una larghezza massima di 80 km da Est a Ovest.

Tra errori di navigazione e deviazioni per evitare zone militari la lunghezza totale percorsa fu 202 kilometri coperti in 38 ore.

A seguito di questo evento mi venne proposto dal Ministero dello Sport locale una collaborazione per sviluppare attività di sport di endurance, al quale a malincuore ho rinunciato (perdendo una opportunità davvero molto allettante) per non avere vincoli ‘’lavorativi’’ che potessero limitare i miei spostamenti in Medio Oriente. Il sapore di questa impresa aveva il gusto di un cibo mai assaporato prima in un deserto: il rischio reale. Un primo assaggio di quello che sarebbe stato infinitamente più grande quando avrei esplorato il Rub Al Khali.